La Banca centrale europea ha confermato le attese. Ha aumentato di 50 punti base i tassi, annunciando una stretta analoga (+50 punti) nella riunione di marzo, ribadendo anche di volerli aumentare successivamente – sia pure in coerenza con i dati in arrivo – «in modo significativo» e «a un ritmo costante» e di volerli poi mantenere a un livello che garantisca un ritorno «tempestivo» dell’inflazione all’obiettivo del 2%. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Bce salgono rispettivamente al 3,00%, al 3,25% e al 2,50%, con effetto dall’8 febbraio 2023.

La Bce ha anche confermato di voler iniziare, da marzo 2023, un’operazione di riduzione del portafoglio accumulato con il quantitative easing (Il programma App), che scenderà di 15 miliardi al mese, in media, fino a giugno, per poi definire in un secondo momento il ritmo dei mesi successivi. Il reinvestimento dei titoli pubblici sarà quindi «parziale» rispettando le proporzioni dei rimborsi – per nazione ed emittente nazionale e sovranazionale – esistenti; mentre per i corporate bond saranno preferiti i titoli più “verdi”. Il portafoglio “pandemico” sarà invece reinvestito in pieno almeno fino alla fine del 2024, con la flessibilità finora garantita per evitare rischi di malfunzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. «Continuità» e «coerenza» sono le caratteristiche, secondo la presidente Christine Lagarde, dell’attuale politica monetaria. Occorre raggiungere livelli restrittivi dei tassi, ha ripetuto più volte: a marzo – facendo un calcolo approssimativo – il tasso di riferimento al 3,50% sarà appena positivo in termini reali, assumendo le previsioni di inflazione per il 2024 come una misura delle aspettative di inflazione a due anni.Il rialzo dei tassi di febbraio e l’annuncio di quello di marzo sono stati decisi «con un grande consenso» e, ha aggiunto la presidente «abbiamo altra strada da percorrere». Le obiezioni avanzate durante la riunione puntavano piuttosto sulle modalità di comunicazione mentre un’ampia discussione è stata dedicata al messaggio da inviare ai governi: i deficit primari esercitano una pressione importante sull’inflazione, quando è alta. La Bce ha invitato allora le politiche fiscali a fissare scudi contro l’alta inflazione che siano «temporanei, con obiettivi chiari e orientati a mantenere gli incentivi a consumare meno energia». In una fase di costi dell’energia calanti, le misure dovrebbero essere «ridimensionate in linea con i prezzi e in modo concertato». Aumentare la produttività e ridurre i debiti devono restare la priorità. Lagarde ha riconosciuto che le condizioni finanziarie si sono irrigidite e l’economia ha rallentato, ma ha anche sottolineato che l’economia di Eurolandia si è mostrata più resiliente del previsto: la fiducia è aumentata e le imprese hanno importanti portafogli ordini. I salari – componente importante nell’andamento dell’inflazione – stanno aumentando più velocemente, grazie a mercati del lavoro robusti.

I rischi sulla crescita sono quindi diventati più «bilanciati», anche se continua a pesare la guerra in Ucraina. Anche la stretta inciderà sull’attività economica: «Ci saranno conseguenze, ci saranno effetti secondari, soprattutto sulle banche. È inevitabile», ha aggiunto Lagarde che ha però sottolineato la determinazione della Bce a riportare l’inflazione al 2%.

I rincari dell’energia potrebbero svuotarsi più rapidamente del previsto. Anche i rischi sull’inflazione sono quindi diventati «più bilanciati, e soprattutto nel breve termine» rispetto a dicembre. Brusca la flessione dei prestiti alle aziende, per minori necessità di riempire i magazzini ma anche per una riduzione delle decisioni di investimento. La decisione di febbraio è quindi legata alle pressioni sui prezzi – «sono vive e vegete», ha detto – attualmente evidenti nell’economia, potenzialmente in arrivo sui prezzi finali.

Vendere una casa con mutuo in corso può’  essere un’operazione piuttosto difficoltosa. L’acquirente è, in genere, scoraggiato dall’acquistare un immobile che sia gravato da un finanziamento e in specie da una garanzia reale ipotecaria. A seguito di una vicenda personale o professionale, tuttavia, potresti decidere di procedere ad alienare il tuo immobile. La banca, infatti, non ha alcuna titolarità sul tuo bene. Esso ha soltanto iscritto ipoteca sull’immobile, per garantirsi, in tutti i casi, la restituzione della somma e degli interessi. Per tutti questi motivi, puoi tranquillamente vendere la tua casa, nonostante sia ancora in corso il mutuo.

Ma come fare?

A tal proposito, invero, vi sono diverse alternative. In particolare, vogliamo segnalartene tre:

  • La sostituzione della garanzia;
  • L’accollo del mutuo;
  • L’estinzione anticipata del mutuo

Potrebbe ragionevolmente accadere che decidiamo di acquistare un immobile in un dato momento della nostra vita, accendendo un mutuo. Tuttavia, potremmo, trovarci nella situazione di dovere alienare l’immobile acquistato per motivi di lavoro, a causa di un trasferimento, o necessità familiare.

Ma tale operazione è possibile in pendenza ancora del finanziamento da restituire alla banca?

Sul primo punto, non ci sono motivi di preoccupazione. Infatti, sei il proprietario, a tutti gli effetti, dell’immobile oggetto del rogito notarile stipulato con il venditore. A tal proposito, la conclusione non muta neppure se per procedere al pagamento del corrispettivo hai dovuto ricorrere ad un prestito bancario.

  • l soggetto finanziatore, in genere la banca, infatti, non ha alcuna titolarità sul tuo bene. Esso ha soltanto iscritto ipotecasull’immobile, per garantirsi, in tutti i casi, la restituzione della somma e degli interessi. Per tutti questi motivi, puoi tranquillamente vendere la tua casa, nonostante sia ancora in corso il mutuo.

    Ovviamente dovrai comunque scendere a patti con i diritti reali di garanzia che gravano sull’immobile. Questi possono essere un annoso limite alla circolazione del bene stesso. Senza la restituzione integrale del prestito, permarranno sia l’ipoteca sia il rischio di un potenziale pignoramento del bene.

Per favorire l’autonomia abitativa dei giovani di età inferiore a 36 anni, il decreto legge n. 73/2021 (noto come decreto “Sostegni bis”) ha introdotto nuove agevolazioni fiscali in materia di imposte indirette per l’acquisto della “prima casa”.
Tali agevolazioni si applicano agli atti stipulati nel periodo compreso tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023. La legge di bilancio 2022, infatti, ha prorogato di sei mesi il termine originario del 30 giugno 2022 previsto dal decreto “Sostegni bis”. La legge di bilancio 2023 proroga ulteriormente di un anno le agevolazioni “prima casa under 36”.

La norma prevede i seguenti benefici:

  • per le compravendite non soggette a Iva, esenzione dal pagamento dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale
  • per gli acquisti soggetti a Iva, oltre all’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, riconoscimento di un credito d’imposta di ammontare pari all’Iva corrisposta al venditore.

Il credito d’imposta può essere

  • portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito
  • utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare dopo la data dell’acquisto agevolato
  • utilizzato in compensazione tramite modello F24, nel quale va indicato il codice tributo “6928” (istituito con la risoluzione n. 62/2021)
  • esenzione dall’imposta sostitutiva per i finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili a uso abitativo.Possono beneficiare delle agevolazioni i giovani che:
    • non hanno ancora compiuto i 36 anni di età nell’anno in cui l’atto è stipulato
    • hanno un indicatore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a 40.000 euro annui.

    L’ISEE viene calcolato sui redditi percepiti e il patrimonio posseduto nel secondo anno precedente la presentazione all’Inps della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali necessari a descrivere la situazione economica del nucleo familiare.

    Per gli atti stipulati nel 2022, l’ISEE è riferito ai redditi e al patrimonio del 2020; per gli atti stipulati nel 2023, l’ISEE è quello del 2021.

Il Senato ha appena approvato un nuovo provvedimento dove allunga di un anno il congedo delle rate di mutuo, escludendo però i professionisti ed i piccoli imprenditori.

Un intervento a due facce. Da un lato, la procedura rapida di accesso al Fondo di sospensione dei mutui per l’acquisto della prima casa resta attiva ancora per tutto il 2021. Insieme alla possibilità di utilizzo del plafond gestito da Consap anche per i finanziamenti in ammortamento da meno di un anno, fino al 9 aprile del 2022.

Dall’altro, però, scadono alcune agevolazioni: soprattutto, quella che consente anche a liberi professionisti, autonomi e piccoli imprenditori di accedere alla sospensione. Per loro, a partire da domani, questa possibilità non sarà più disponibile.

Nel testo è stata inserita anche una doppia proroga relativa al Fondo Gasparrini, plafond gestito da Consap, controllata dal ministero dell’Economia. Si tratta – va ricordato – di uno strumento attivato con la Finanziaria del 2008 (legge 244/2007) che punta a sostenere persone in situazione di temporanea difficoltà, attraverso la sospensione delle loro rate di finanziamento per la prima casa.

Con il decreto liquidità (Dl 23/2020) è stata, poi, approvata un’altra novità. L’articolo 12 di quel decreto introduce una procedura che prevede la sospensione automatica della prima rata da parte della banca sin dal momento della presentazione della domanda di congelamento del mutuo, a seguito di un semplice controllo sulla completezza e la regolarità formale.

Insomma, una procedura accelerata, che ieri ha avuto un altro anno di vita. «La norma – spiega la relazione sul Dl ristori – proroga al 31 dicembre 2021 il termine entro cui la banca è tenuta alla sospensione dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda di sospensione del pagamento»

Fonte 24ore

La settimana inizia con una buona stella visto che    c’ è stato il via delle banche per le pratiche di finanziamento alle imprese per l’importo massimo di euro 25.000,00 senza dover fare alcuna istruttoria essendo garantite dallo Stato. Altra buona nuova di  oggi, è l’accordo tra Sace ed Abi sul manuale operativo con le procedure per le banche per i finanziamenti alle grandi aziende per importi importanti, così da dare a loro un po’ di ossigeno. Pertanto da oggi le banche hanno a disposizione le procedure da utilizzare con le condizioni generali imposte per la garanzia . Per i finanziamenti fino ad euro 25.000, da oggi è possibile sottoscrivere i contratti di finanziamenti e la relativa richiesta della garanzia al fondo allegando una semplice autocertificazione sui ricavi e i costi del personale , così da avere accesso ad un finanziamento da estinguere ad un tasso massimo del 1,99% per la durata massima di 72 mesi. Antonio Pirelli presidente dell’Abi, ha dichiarato che la liquidità sulle pratiche presentate in modo completo come indicato nel decreto possono essere erogate anche nella giornata stesso .

 

Online il modulo del MISE per l’accesso al Fondo PMI

Modulo di richiesta di finanziamenti fino a 25.000 euro di cui all’art. 13 del Decreto n. 23/2020 per PMI,

artigiani, autonomi e professionisti, i quali potranno beneficiare di una garanzia dello Stato

 

modulo-prestiti

Ecco la circolare  dell’ABI, tanto attesa dalle imprese per poter accedere ai finanziamenti messi a disposizione dal decreto di liquidità . Infatti possono benifickarw alle garanzie SACE tutte le imprese senza distinzione per dimensione, a patto che le PMI devono aver esaurito il plafone massimo per ottenere coperture da parte del Fondo di garanzia. Uno dei requisiti fondamentali per aver accesso alla garanzia, è che l’azienda beneficiaria alla data del 29 febbraio c.a non deve avere nessun debito deteriorato nei confronti di banche o società appartenenti al settore finanziario . Inoltre la stessa azienda si assume l’impegno per se è per ogni altra impresa del gruppo di appartenenza, di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto delle azioni per l’intero anno in corso, ed infine gestire i livelli occupazionali attraverso sindacati. Questo è un passaggio fondamentale della circolare che oggi l’ABI ha provveduto a consegnare alle banche con le relative linee guida del decreto, dopo aver ricevuto il sospirato via libero dall’UE.

È d’obbligo precisare che la garanzia è gratuita, e non vi è alcuna valutazione da parte del fondo, pertanto la banca potrà erogare il finanziamento con la sola verifica formale.  L’Abi precisa che il finanziamento deve essere destinato a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi ed attività localizzate in Italia.

Prestiti fino a 25.000 euro garantiti dallo Stato e senza valutazione di merito

Nell’ ambito delle misure straordinarie previste per le imprese a seguito dell’emergenza Coronavirus (Covid-19),

con il decreto Liquidità sono state varate le modalità e i tempi per favorire la ripresa economico finanziaria del

Paese attivando un pacchetto di interventi a sostegno di tutte le imprese e i professionisti italiani, che si trovano

a fronteggiare quotidianamente l’emergenza sanitaria e economica, prevedendo modalità differente di accesso

alla credito finanziato  in base alla dimensione dell’azienda che ne fa richiesta.

Al fine di sostenere le aziende, e metterle in condizioni di far fronte allo shock della filiera produttiva nazionale

e internazionale, documentazione standard.

Utilizzando il Fondo di garanzia per le PMI, e mediante procedure standardizzate, l’Unione europea e lo Stato

italiano affiancano le imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario. La garanzia pubblica, in pratica,

sostituisce le costose garanzie normalmente necessarie a ottenere un finanziamento, senza alcuna fase di istruttoria,

riducendo i tempi di erogazione.

Con queste disposizioni avente carattere straordinario, le imprese che chiederanno importi fino a 25 mila euro, e non

dovranno rispondere ai requisiti che fino ad ora erano richiesti durante la fase istruttoria per avere accesso al credito,

grazie alla garanzia  resa dello Stato varata con il decreto Liquidità.

Infatti le procedure per accedere al Fondo centrale di garanzia messo a disposizione per le piccole e medie imprese

vengono così standardizzate e semplificate  per accedere al fine di ridurre al massimo i tempi di attesa per l’erogazione

della liquidità utile alle imprese italiane per ripartire a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, che ha paralizzato

il mercato nazionale e internazionale.

Le suddette misure straordinarie si applicheranno fino al 31 dicembre 2020.

 

Decreto Liquidità imprese, cosa prevede il testo Garanzia Stato
Ieri alle 20:30, c’è stata la conferenza stampa del Premier Conte che annunciato agli italiani l’importante approvazione da parte del CdM del nuovo decreto Liquidità con il quale il Governo garantirà “tutta” la liquidità necessaria al tessuto produttivo italiano, con il 100% di garanzia dello Stato.

Le garanzie sui prestiti alle imprese grandi e medie sono affidate alla Sace

Con il decreto appena approvato diamo liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell’export. È una potenza di fuoco”, ha assicurato il premier Giuseppe Conte “quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera e che presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici.

La dotazione del fondo di garanzia  a 7 miliardi, con la capacità di generare liquidità fino a 100 mld.

Garanzia al 100%, senza valutazione del credito, per i prestiti fino a 25mila euro. Per PMI (fino a 499 dipendenti) e i professionisti sono previsti prestiti fino a 25 mila euro senza valutazione del merito di credito.

Prestiti fino a 800mila euro la garanzia è al 100% ma con una valutazione della solvibilità sia sull’andamento dell’impresa sia economico finanziaria. Fino a 800.000 euro, garantiti al 90% dallo Stato e al 10% dai confidi, non ci sarà alcuna valutazione sull’andamento dell’azienda.

Garanzia fino al 90% per i prestiti fino a 5 mln di euro, potendo arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi e con una valutazione che tiene conto solo della situazione pre-crisi Covid-19″ ha spiegato Patuanelli.Per importi fino a 5 milioni di euro la garanzia sarà pari al 90%, senza valutazione dell’andamento dell’aziendale.

Tante novità anche per i titolari di partita Iva.     PMI e professioniti: subito finanziamenti con garanzia al 100% per massimo 25.000 euro. Tale opportunità è riservata  alle sole Pmi con ricavi fino a 3,2 milioni di euro e per prestiti fino al minor importo tra il 25% del fatturato e 800mila euro. Non servirà l’istruttoria del Fondo sul merito di credito ma il 100% si otterrà solo in forma mista (90% Stato e 10% Confidi privati). Garanzia totale anche per prestiti concessi a Pmi con fatturato fino a 800mila euro e fino al 15% del fatturato. In questo caso serve la valutazione del Fondo. I tassi di interesse dovrebbero essere tra 0,2 e 0,5%. In tutte le altre situazioni, fino a un importo massimo garantibile di 5 milioni di euro, la garanzia sarà concedibile solo entro il 90%.

Rafforzamento del Fondo di Garanzia per PMI;

Rafforzamento e ampliamento del golden power al fine di proteggere le aziende strategiche dal rischio di scalate “ostili” durante la crisi causata dal Coronavirus.

Sospensione  fino al 30 maggio dei versamenti fiscali e contributivi da parte delle imprese, autonomi e professionisti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso che hanno subito una diminuzione dei ricavi o dei compensi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta. I versamenti sospesi, senza applicazione di sanzioni ed interessi, andranno effettuati in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno

Sospensione pagamenti anche per partite Iva e autonomi con ricavi o compensi fino a 50 milioni e che hanno registrato un calo del fatturato del 33%, nonché i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni che hanno registrato una perdita di fatturato del 50% nei mesi di marzo e di aprile. I versamenti bloccati dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 in unica soluzione o in cinque rate di pari importo

Sospensione  adempimenti fiscali rientrano anche quelli di agenzia Entrate-Riscossione a partire dai pignoramenti presso terzi, ossia quelli che nel 90% della riscossione coattiva si trasformano in un pignoramento conti correnti o del quinto dello stipendio.

 

 

Nuove semplificazioni sono state apportate al Dl  in merito alla sospensione del muto, per snellire la procedura e dare accesso a piu’ persone.

Infatti, non è più necessario presentare l’ISEE per accedere alla sospensione del mutuo prima casa, si possono ottenere 18 mesi di sospensione anche nel caso in cui siano state utilizzate precedenti moratorie, a condizione che il mutuo stesso risulti in ammortamento da almeno tre mesi, inoltre possono accedere alla misura anche lavoratori autonomi e liberi professionisti che hanno subito una riduzione di fatturato di almeno il 33% a causa del Coronavirus.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo, è fondamentale in che il richiedente, sia in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo e che si trovi nelle situazioni in cui è previsto l’intervento del Fondo, e fornisca subito alla banca i documenti necessari per la sospensione.

Presentata  la domanda, parte l’istruttoria per verificare il possesso di tutti i requisiti, e  la banca entro 10 giorni dal ricevimento della domanda invia il tutto a Consap, che dal momento in cui riceve la documentazione ha 15 giorni per dare  l’esito all’ istituto , che ha altri cinque giorni di tempo per comunicarlo al cliente.

Pertanto vi invitiamo a presentare tutta la documentazione in  tempi stretti, visto che a pratica approvata la procedura di sospensione si attiva entro due mesi dalla domanda. sopra indicati, sommando i tempi massimi delle comunicazioni e dell’istruttoria con quelli di concessione del mutuo, se è tutto posto entro due mesi dalla domanda si attiva la sospensione (10 giorni per la comunicazione della banca a Consap + 15 giorni di istruttoria + 30 giorni per far partire la sospensione).

Anche se al momento e fino al 17 dicembre c.a. vige la procedura semplificata che non prevede la presentazione del modello Isee ci sono altri parametri da rispettare, e vale a dire :

  • sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito: requisito introdotto dall’articolo 26 del dl 9/2020, in via strutturale. Non c’è quindi bisogno, ad esempio, che sia già stata approvata la cassa integrazione. Deve però sussistere la sospensione dal lavoro di almeno 30 giorni.
  • sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito: requisito introdotto dall’articolo 26 del dl 9/2020, in via strutturale. Non c’è quindi bisogno, ad esempio, che sia già stata approvata la cassa integrazione. Deve però sussistere la sospensione dal lavoro di almeno 30 giorni.
  • Riduzione media giornaliera del fatturato del lavoratore autonomo e libero professionista superiore al 33% in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oppure nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e il 21 febbraio, rispetto all’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività a causa dell’emergenza Coronavirus: questo requisito non è invece strutturale, ma si applica solo fino al prossimo 17 dicembre 2020.
  • Cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato: questo requisito, e tutti quelli che seguono, erano già previsti dalle precedenti regole.
  • Cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato.
  • Cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia
    morte o riconoscimento di grave handicap ovvero di invalidità civile non inferiore all’80%.
  • è fondamentale che l’immobile sia adibito ad abitazione principale;
  • il mutuo contratto non può esser superiore a 250mila euro;
  • il mutuo deve essere in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda;
  • l’evento che dà diritto alla sospensione deve essersi verificato nei tre anni precedenti alla richiesta;
  • se, al momento della presentazione della domanda, il titolare del mutuo è in ritardo nel pagamento delle rate, il ritardo non deve essere superiore a 90 giorni consecutivi;
  • in caso di mutuo cointestato a due o più persone, la sospnsione si applica anche se uno solo dei mutuatari ha subito uno degli eventi che danno diritto all’agevolazione. Il mutuatario che subisce l’evento e sottoscrive il modello di domanda può dichiarare, sotto la propria responsabilità, di agire anche in nome e per conto di uno o più cointestatari e/o garanti impossibilitati alla sottoscrizione della domanda per ragioni collegate all’emergenza COVID-19;
  • in caso di morte del mutuatario, la domanda può essere presentata dal cointestatario del mutuo o dall’erede subentrato nell’intestazione del mutuo che risulti in possesso di tutti i requisiti di cui al punto A del modulo di domanda (l’erede che presenti la domanda dovrà avere accettato l’eredità e trasferito nell’immobile oggetto del mutuo la sua residenza).
  • la sospensione è invece limitata nei casi in cui la motivazione sia la sospensione o riduzione dell’orario lavorativo di 30 giorni. In questo caso, la sospensione massima del mutuo è pari a:
    • 6 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi;
    • 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 giorni e 302 giorni lavorativi consecutivi;
    • 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore a 303 giorni lavorativi consecutivi;

La domanda si presenta alla banca, utilizzando i nuovi moduli presenti sul sito Consap allegando :

  • carta d’identità (per i soli cittadini italiani e dell’unione europea) o passaporto e permesso di soggiorno (per cittadini extra UE).
  •  lettera di licenziamento ovvero documentazione attestante le dimissioni da lavoro per giusta causa se il contratto era a tempo indeterminato
  •  copia dello stesso contratto, della sua eventuale proroga, nonché delle eventuali comunicazioni con le quali s’interrompe il rapporto per i contratti a tempo determinato.

Per ulteriori info potete contattarci al seguente indirizzo mail info@inbanka.it