Il 2026 si sta rivelando un anno di trasformazione per il mercato dei prestiti bancari. Dopo una fase di forte espansione nel 2024-2025, il settore sta vivendo un momento di assestamento, caratterizzato da maggiore attenzione al rischio, crescita del credito digitale e nuove sfide legate alla tecnologia.

Vediamo cosa sta succedendo.

Negli ultimi mesi alcuni casi internazionali hanno acceso i riflettori sulla gestione del rischio nei finanziamenti immobiliari e strutturati. Il crollo del prestatore britannico Market Financial Solutions ha sollevato interrogativi sulla solidità dei prestiti “bridge” e sulle esposizioni delle grandi banche d’investimento.

Questo episodio ha spinto molti istituti a:

  • rafforzare i controlli interni,
  • rivedere le politiche di concessione del credito,
  • aumentare le garanzie richieste ai clienti.

Il risultato? Un credito più selettivo, soprattutto nei settori considerati più volatili.

Un altro tema caldo riguarda le frodi nei prestiti. La Commonwealth Bank of Australia ha avviato indagini su presunti finanziamenti fraudolenti per circa 1 miliardo di dollari, legati all’uso di documenti falsificati tramite strumenti di intelligenza artificiale.

Questo fenomeno sta portando le banche a investire in:

  • sistemi avanzati di riconoscimento documentale,
  • verifiche biometriche,
  • algoritmi antifrode basati su machine learning.

Paradossalmente, l’AI è sia parte del problema che parte della soluzione.

Intanto cresce il credito digitale.

Se da un lato aumenta la prudenza, dall’altro il credito digitale continua a espandersi. In India, il gruppo Bharti Airtel ha annunciato un investimento di oltre 2 miliardi di dollari per rafforzare le attività di digital lending tramite la controllata Airtel Money.

Questo trend conferma tre dinamiche chiave:

  1. Accesso al credito sempre più via smartphone.
  2. Valutazioni basate su dati alternativi (pagamenti digitali, comportamento online).
  3. Maggiore competizione tra banche tradizionali e fintech.

Anche le istituzioni multilaterali stanno potenziando la loro capacità di finanziamento. La International Finance Corporation, parte del Gruppo Banca Mondiale, ha strutturato strumenti assicurativi per ampliare la propria capacità di erogare prestiti nei Paesi emergenti.

L’obiettivo è sostenere:

  • PMI,
  • progetti infrastrutturali,
  • edilizia residenziale per fasce a basso reddito.

In un contesto di riduzione degli aiuti pubblici, il credito diventa uno strumento centrale per la crescita economica.

Per i clienti finali, lo scenario 2026 presenta luci e ombre:

Aspetti positivi

  • Maggiore digitalizzazione e tempi di approvazione più rapidi.
  • Nuove forme di finanziamento più flessibili.
  • Maggiore trasparenza nei processi.

Aspetti critici

  • Criteri di valutazione più rigidi.
  • Maggior attenzione al merito creditizio.
  • Tassi che restano sensibili alle decisioni delle banche centrali.

Le tendenze da monitorare nei prossimi mesi

  • Evoluzione dei tassi di interesse.
  • Impatto dell’AI sui processi di concessione.
  • Stabilità del credito immobiliare.
  • Crescita dei prestiti retail e personali.

In conclusione il mercato dei prestiti nel 2026 non è in crisi, ma è in fase di maturazione. Dopo anni di espansione, il sistema bancario sta entrando in una fase più selettiva e tecnologicamente avanzata.

Per chi richiede un finanziamento, la parola chiave è preparazione: documentazione in ordine, buon profilo creditizio e confronto tra più offerte.

Un nuovo passo a sostegno delle nuove generazioni. Il Ministero per lo Sport e i Giovani e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) hanno firmato il protocollo che rende pienamente operativo il Fondo per il Credito ai Giovani, lo strumento che consente agli studenti di accedere a finanziamenti garantiti dallo Stato per sostenere il proprio percorso di formazione.

L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni e sistema bancario, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito per studenti meritevoli, superando l’ostacolo delle garanzie personali o familiari.

Fino a 70 mila euro per studiare

Il Fondo prevede la possibilità di ottenere:

  • fino a 50.000 euro per percorsi universitari e di alta formazione in Italia;
  • fino a 70.000 euro per programmi di studio all’estero.

Le risorse potranno essere utilizzate per corsi di laurea, lauree magistrali, master, ITS, percorsi AFAM, scuole di specializzazione e corsi di lingua. La caratteristica centrale è la garanzia pubblica, che consente ai giovani di richiedere il finanziamento senza dover presentare garanzie patrimoniali.

A chi si rivolge la misura

Il Fondo è destinato a giovani tra i 18 e i 35 anni che intendono investire nella propria formazione. L’obiettivo dichiarato è sostenere il merito e favorire l’accesso agli studi anche in assenza di risorse economiche familiari adeguate.

Il ruolo delle istituzioni e delle banche

Il protocollo, firmato dal ministro Andrea Abodi e dai rappresentanti dell’ABI, rappresenta un’intesa strategica tra pubblico e privato. Le banche aderenti potranno erogare i prestiti con la copertura del Fondo, mentre la gestione operativa sarà affidata a CONSAP S.p.A., società pubblica incaricata della gestione delle garanzie statali.

Secondo il Ministero, si tratta di un “patto di fiducia” verso i giovani, in un momento in cui l’investimento nella formazione è sempre più decisivo per l’ingresso nel mercato del lavoro e per la competitività del Paese.

Un investimento sul capitale umano

La misura si inserisce in un quadro più ampio di politiche a sostegno dell’autonomia giovanile. Facilitare l’accesso al credito per studiare, soprattutto per esperienze internazionali, significa puntare sul capitale umano e ridurre le disuguaglianze legate alle condizioni economiche di partenza.

Il nuovo protocollo segna dunque un rilancio operativo del Fondo, con l’ambizione di trasformarlo in uno strumento strutturale a supporto delle nuove generazioni.

In un contesto economico in continua evoluzione, l’accesso al credito rimane una delle principali sfide per imprese, professionisti e startup. Proprio per questo, i finanziamenti agevolati rappresentano oggi uno strumento fondamentale per sostenere investimenti, innovazione e crescita.

Ma cosa sono esattamente? E quali opportunità sono attive oggi in Italia?

Cosa si intende per finanziamento agevolato

I finanziamenti agevolati sono strumenti di sostegno pubblico che permettono alle imprese di ottenere risorse finanziarie a condizioni più vantaggiose rispetto al mercato, grazie all’intervento dello Stato, delle Regioni o dell’Unione Europea.

Le agevolazioni possono assumere diverse forme:

  • Prestiti a tasso agevolato o a tasso zero
  • Contributi a fondo perduto
  • Garanzie pubbliche che facilitano l’accesso al credito bancario
  • Misure miste, che combinano prestito e contributo

Le principali misure nazionali attive

Tra gli strumenti più utilizzati dalle imprese troviamo:

Nuova Sabatini

È una delle agevolazioni più conosciute e sostiene l’acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, inclusi investimenti in tecnologie digitali e green. Lo Stato riconosce un contributo sugli interessi dei finanziamenti bancari, riducendo il costo complessivo dell’investimento.

Fondo di Garanzia per le PMI

Non eroga direttamente denaro, ma garantisce una parte del prestito bancario, riducendo il rischio per gli istituti di credito. Questo strumento è fondamentale per le PMI che faticano ad accedere al credito tradizionale.

Agevolazioni per startup e nuove imprese

Chi avvia un’attività può contare su misure dedicate:

Smart&Start Italia

Rivolta alle startup innovative, finanzia progetti ad alto contenuto tecnologico con prestiti a tasso zero fino al 90% dell’investimento. In alcune aree del Paese è previsto anche un contributo a fondo perduto.

ON – Nuove Imprese a Tasso Zero

Pensata per giovani e donne, sostiene la nascita o lo sviluppo di micro e piccole imprese attraverso un mix di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.

Focus territoriale: il Mezzogiorno

Per le imprese del Sud Italia esistono incentivi specifici come Resto al Sud, che copre fino al 100% delle spese ammissibili, combinando fondo perduto e finanziamento garantito. Una misura strategica per favorire l’imprenditorialità e ridurre il divario territoriale.

Internazionalizzazione e crescita

Le imprese che vogliono espandersi all’estero possono accedere ai finanziamenti agevolati gestiti da SIMEST, dedicati a export, e-commerce, transizione digitale e sostenibilità ambientale, spesso con una quota di contributo a fondo perduto.

Come orientarsi tra le agevolazioni

Il panorama della finanza agevolata è ampio e in costante aggiornamento. Per sfruttare al meglio le opportunità è consigliabile:

  • monitorare i bandi attivi a livello nazionale e regionale;
  • verificare attentamente i requisiti di accesso;
  • predisporre un business plan solido;
  • valutare il supporto di professionisti specializzati.

Conclusione

I finanziamenti agevolati rappresentano oggi una leva strategica per la crescita delle imprese, soprattutto in fasi di incertezza economica. Conoscere gli strumenti disponibili e saperli utilizzare nel modo corretto può fare la differenza tra rinviare un investimento e trasformarlo in un’opportunità concreta di sviluppo.

Con il nuovo anno, il Governo ha messo a disposizione contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per sostenere le giovani imprese innovative.

Gli aiuti economici sono pensati anche per mantenere il trend di crescita del terzo trimestre 2022, in cui si è registrato il numero più alto di imprese innovative di sempre (14.708 unità), dopo la pandemia.

Quali  sono le agevolazioni più vantaggiose per avviare o far crescere una startup in Italia?

Vediamole insieme :

RESO AL SUD E NUOVE IMPRESE            TASSO ZERO:

erogano finanziamenti a tassi agevolati e contributi a fondo perduto per progetti d’impresa di entità variabili, rivolti principalmente a startup composte, in parte o totalmente da giovani under 35 o da donne di qualsiasi età.

SMART & START  

L’agevolazione finanzia progetti innovativi con spese tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro tramite un mutuo a tasso agevolato. Il periodo per concretizzare la spesa ed ufuire del finanziamento è molto lungo. L’agevolazione copre anche le spese sostenute per acquisire le conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa e la progettazione, lo sviluppo, la personalizzazione e il collaudo di impianti tecnologici produttivi. Possono accedere alla seguente agevolazione le startup già costituite e iscritte al Registro delle imprese oppure team di persone con un’idea veramente innovativa e concretizzabile, e le Start up costituite al Sud hanno un fondo perduto del 30% restituendo solo il 70% del finanziamento.

 SMART MONEY

finanzia startup pronte al lancio sul mercato che vogliono avvalersi di servizi specialistici e del know how degli attori del mercato. Il bando elargisce un contributo a fondo perduto a tutte le startup che vogliono finanziare i loro piano di sviluppo e hanno ricevuto capitali di rischio da parte di:

  • business angels;
  • enti abilitati;
  • investitori qualificati.

L’agevolazione nel 2023 è arrivata alla Fase 2 ( Capo III nell’Avviso pubblico del MIMIT) e resta accessibile solo alle startup che hanno completato la fase precedente.

Le startup che hanno già ricevuto o stanno per ricevere un investimento nel capitale di rischio possono ottenere un secondo contributo:

  • a fondo perduto pari al 100% dell’investimento stesso;
  •  per un massimo complessivo di 30 mila euro.

 

Online il modulo del MISE per l’accesso al Fondo PMI

Modulo di richiesta di finanziamenti fino a 25.000 euro di cui all’art. 13 del Decreto n. 23/2020 per PMI,

artigiani, autonomi e professionisti, i quali potranno beneficiare di una garanzia dello Stato

 

modulo-prestiti

Ecco la circolare  dell’ABI, tanto attesa dalle imprese per poter accedere ai finanziamenti messi a disposizione dal decreto di liquidità . Infatti possono benifickarw alle garanzie SACE tutte le imprese senza distinzione per dimensione, a patto che le PMI devono aver esaurito il plafone massimo per ottenere coperture da parte del Fondo di garanzia. Uno dei requisiti fondamentali per aver accesso alla garanzia, è che l’azienda beneficiaria alla data del 29 febbraio c.a non deve avere nessun debito deteriorato nei confronti di banche o società appartenenti al settore finanziario . Inoltre la stessa azienda si assume l’impegno per se è per ogni altra impresa del gruppo di appartenenza, di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto delle azioni per l’intero anno in corso, ed infine gestire i livelli occupazionali attraverso sindacati. Questo è un passaggio fondamentale della circolare che oggi l’ABI ha provveduto a consegnare alle banche con le relative linee guida del decreto, dopo aver ricevuto il sospirato via libero dall’UE.

È d’obbligo precisare che la garanzia è gratuita, e non vi è alcuna valutazione da parte del fondo, pertanto la banca potrà erogare il finanziamento con la sola verifica formale.  L’Abi precisa che il finanziamento deve essere destinato a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi ed attività localizzate in Italia.

Prestiti fino a 25.000 euro garantiti dallo Stato e senza valutazione di merito

Nell’ ambito delle misure straordinarie previste per le imprese a seguito dell’emergenza Coronavirus (Covid-19),

con il decreto Liquidità sono state varate le modalità e i tempi per favorire la ripresa economico finanziaria del

Paese attivando un pacchetto di interventi a sostegno di tutte le imprese e i professionisti italiani, che si trovano

a fronteggiare quotidianamente l’emergenza sanitaria e economica, prevedendo modalità differente di accesso

alla credito finanziato  in base alla dimensione dell’azienda che ne fa richiesta.

Al fine di sostenere le aziende, e metterle in condizioni di far fronte allo shock della filiera produttiva nazionale

e internazionale, documentazione standard.

Utilizzando il Fondo di garanzia per le PMI, e mediante procedure standardizzate, l’Unione europea e lo Stato

italiano affiancano le imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario. La garanzia pubblica, in pratica,

sostituisce le costose garanzie normalmente necessarie a ottenere un finanziamento, senza alcuna fase di istruttoria,

riducendo i tempi di erogazione.

Con queste disposizioni avente carattere straordinario, le imprese che chiederanno importi fino a 25 mila euro, e non

dovranno rispondere ai requisiti che fino ad ora erano richiesti durante la fase istruttoria per avere accesso al credito,

grazie alla garanzia  resa dello Stato varata con il decreto Liquidità.

Infatti le procedure per accedere al Fondo centrale di garanzia messo a disposizione per le piccole e medie imprese

vengono così standardizzate e semplificate  per accedere al fine di ridurre al massimo i tempi di attesa per l’erogazione

della liquidità utile alle imprese italiane per ripartire a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, che ha paralizzato

il mercato nazionale e internazionale.

Le suddette misure straordinarie si applicheranno fino al 31 dicembre 2020.

 

Con il decreto Cura Italia si è cercato di dare nuova linfa alle imprese con accesso semplificato al

Fondo di garanzia PMI, e contestualmente si è passati alla sospensione delle rate dei finanziamenti

per le aziende beneficiare della Nuova Sabatini.  Il decreto ha messo a disposizione delle imprese

circa 25 miliardi, somma molto simile ad una manovra di bilancio, tanto da farlo definire dal

premier Giuseppe Conte, manovra poderosa.

Diverse sono le misure di sostegno alle imprese: in primis, viene semplificato l’accesso al Fondo di

garanzia per le P.M.I. Per 09 mesi a partire dal 17 marzo c.a, la garanzia è gratuita, tale garanzia

arriva a coprire l’80% del finanziamento, arrivando al 90% con la controgaranzia dei Cofidi, e

l’importo massimo garantito per singola impresa è di 1 milione e mezzo.

Per i finanziamenti superiori ad 1,5 milioni di euro e fino a 5 milioni di euro la percentuale di

garanzia di copertura del finanziamento dovrebbe essere stabilita in base al modello di reating

che attualmente regola il funzionamento del Fondo.

Anche le operazioni finalizzate all’estinzione di finanziamenti diventano ammissibili, a condizione

che ci sia erogazione di credito aggiuntivo pari ad almeno il 10% del debito residuo.

Viene azzerato il pagamento delle commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni

finanziarie presentate dalla data di entrata in vigore del decreto.

Infine, sono ammessi i finanziamenti a favore di persone fisiche che esercitano attività di impresa,

arti o professioni, la cui attività d’impresa è stata penalizzata dall’emergenza COVID-19.

Per finire Cassa depositi e prestiti sarà incaricata di sostenere la liquidità delle aziende più

grandi, per le PMI si punta principalmente al potenziamento del fondo.

 

 

 

MISURE IN TEMA DI SOSPENSIONE PER IL CREDITO AL CONSUMO!

Nessuna sospensione per finanziamenti personali e cessioni del quinto.Si rileva come

nessuna misura sia stata adottata a sostegno delle ipotesi di credito a consumo,

finanziamenti personali e cessioni del quinto. Pertanto, chi attualmente oggi è costretto

a pagare a rate tali forme di credito non avrà diritto ad alcuna sospensione. Cionondimeno,

non è escluso che gli istituti di credito potranno autonomamente adeguarsi alla attuale difficile

congiuntura economica, mediante rinegoziazione o sospensione dei finanziamenti, sulla scorta

delle decisioni già assunte in base all’Addendum per il Credito del 2019.

Cassa depositi e presiti mette in campo finanziamenti immediati fino a due miliardi per le medie e grandi imprese, un aiuto alla liquidità per far fronte all’emergenza economica legata al Coronavirus. Ecco il link alla pagina web sul sito della Cdp con le indicazioni per accedere alla misura: https://cdp.it/sitointernet/page/it/liquidita_mid_e_large_corporate?contentId=PRD27725

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CASSA DEPOSITI E PRESTITI