La Banca centrale europea ha confermato le attese. Ha aumentato di 50 punti base i tassi, annunciando una stretta analoga (+50 punti) nella riunione di marzo, ribadendo anche di volerli aumentare successivamente – sia pure in coerenza con i dati in arrivo – «in modo significativo» e «a un ritmo costante» e di volerli poi mantenere a un livello che garantisca un ritorno «tempestivo» dell’inflazione all’obiettivo del 2%. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Bce salgono rispettivamente al 3,00%, al 3,25% e al 2,50%, con effetto dall’8 febbraio 2023.

La Bce ha anche confermato di voler iniziare, da marzo 2023, un’operazione di riduzione del portafoglio accumulato con il quantitative easing (Il programma App), che scenderà di 15 miliardi al mese, in media, fino a giugno, per poi definire in un secondo momento il ritmo dei mesi successivi. Il reinvestimento dei titoli pubblici sarà quindi «parziale» rispettando le proporzioni dei rimborsi – per nazione ed emittente nazionale e sovranazionale – esistenti; mentre per i corporate bond saranno preferiti i titoli più “verdi”. Il portafoglio “pandemico” sarà invece reinvestito in pieno almeno fino alla fine del 2024, con la flessibilità finora garantita per evitare rischi di malfunzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. «Continuità» e «coerenza» sono le caratteristiche, secondo la presidente Christine Lagarde, dell’attuale politica monetaria. Occorre raggiungere livelli restrittivi dei tassi, ha ripetuto più volte: a marzo – facendo un calcolo approssimativo – il tasso di riferimento al 3,50% sarà appena positivo in termini reali, assumendo le previsioni di inflazione per il 2024 come una misura delle aspettative di inflazione a due anni.Il rialzo dei tassi di febbraio e l’annuncio di quello di marzo sono stati decisi «con un grande consenso» e, ha aggiunto la presidente «abbiamo altra strada da percorrere». Le obiezioni avanzate durante la riunione puntavano piuttosto sulle modalità di comunicazione mentre un’ampia discussione è stata dedicata al messaggio da inviare ai governi: i deficit primari esercitano una pressione importante sull’inflazione, quando è alta. La Bce ha invitato allora le politiche fiscali a fissare scudi contro l’alta inflazione che siano «temporanei, con obiettivi chiari e orientati a mantenere gli incentivi a consumare meno energia». In una fase di costi dell’energia calanti, le misure dovrebbero essere «ridimensionate in linea con i prezzi e in modo concertato». Aumentare la produttività e ridurre i debiti devono restare la priorità. Lagarde ha riconosciuto che le condizioni finanziarie si sono irrigidite e l’economia ha rallentato, ma ha anche sottolineato che l’economia di Eurolandia si è mostrata più resiliente del previsto: la fiducia è aumentata e le imprese hanno importanti portafogli ordini. I salari – componente importante nell’andamento dell’inflazione – stanno aumentando più velocemente, grazie a mercati del lavoro robusti.

I rischi sulla crescita sono quindi diventati più «bilanciati», anche se continua a pesare la guerra in Ucraina. Anche la stretta inciderà sull’attività economica: «Ci saranno conseguenze, ci saranno effetti secondari, soprattutto sulle banche. È inevitabile», ha aggiunto Lagarde che ha però sottolineato la determinazione della Bce a riportare l’inflazione al 2%.

I rincari dell’energia potrebbero svuotarsi più rapidamente del previsto. Anche i rischi sull’inflazione sono quindi diventati «più bilanciati, e soprattutto nel breve termine» rispetto a dicembre. Brusca la flessione dei prestiti alle aziende, per minori necessità di riempire i magazzini ma anche per una riduzione delle decisioni di investimento. La decisione di febbraio è quindi legata alle pressioni sui prezzi – «sono vive e vegete», ha detto – attualmente evidenti nell’economia, potenzialmente in arrivo sui prezzi finali.

La settimana inizia con una buona stella visto che    c’ è stato il via delle banche per le pratiche di finanziamento alle imprese per l’importo massimo di euro 25.000,00 senza dover fare alcuna istruttoria essendo garantite dallo Stato. Altra buona nuova di  oggi, è l’accordo tra Sace ed Abi sul manuale operativo con le procedure per le banche per i finanziamenti alle grandi aziende per importi importanti, così da dare a loro un po’ di ossigeno. Pertanto da oggi le banche hanno a disposizione le procedure da utilizzare con le condizioni generali imposte per la garanzia . Per i finanziamenti fino ad euro 25.000, da oggi è possibile sottoscrivere i contratti di finanziamenti e la relativa richiesta della garanzia al fondo allegando una semplice autocertificazione sui ricavi e i costi del personale , così da avere accesso ad un finanziamento da estinguere ad un tasso massimo del 1,99% per la durata massima di 72 mesi. Antonio Pirelli presidente dell’Abi, ha dichiarato che la liquidità sulle pratiche presentate in modo completo come indicato nel decreto possono essere erogate anche nella giornata stesso .

 

Online il modulo del MISE per l’accesso al Fondo PMI

Modulo di richiesta di finanziamenti fino a 25.000 euro di cui all’art. 13 del Decreto n. 23/2020 per PMI,

artigiani, autonomi e professionisti, i quali potranno beneficiare di una garanzia dello Stato

 

modulo-prestiti

Ecco la circolare  dell’ABI, tanto attesa dalle imprese per poter accedere ai finanziamenti messi a disposizione dal decreto di liquidità . Infatti possono benifickarw alle garanzie SACE tutte le imprese senza distinzione per dimensione, a patto che le PMI devono aver esaurito il plafone massimo per ottenere coperture da parte del Fondo di garanzia. Uno dei requisiti fondamentali per aver accesso alla garanzia, è che l’azienda beneficiaria alla data del 29 febbraio c.a non deve avere nessun debito deteriorato nei confronti di banche o società appartenenti al settore finanziario . Inoltre la stessa azienda si assume l’impegno per se è per ogni altra impresa del gruppo di appartenenza, di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto delle azioni per l’intero anno in corso, ed infine gestire i livelli occupazionali attraverso sindacati. Questo è un passaggio fondamentale della circolare che oggi l’ABI ha provveduto a consegnare alle banche con le relative linee guida del decreto, dopo aver ricevuto il sospirato via libero dall’UE.

È d’obbligo precisare che la garanzia è gratuita, e non vi è alcuna valutazione da parte del fondo, pertanto la banca potrà erogare il finanziamento con la sola verifica formale.  L’Abi precisa che il finanziamento deve essere destinato a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi ed attività localizzate in Italia.

Prestiti fino a 25.000 euro garantiti dallo Stato e senza valutazione di merito

Nell’ ambito delle misure straordinarie previste per le imprese a seguito dell’emergenza Coronavirus (Covid-19),

con il decreto Liquidità sono state varate le modalità e i tempi per favorire la ripresa economico finanziaria del

Paese attivando un pacchetto di interventi a sostegno di tutte le imprese e i professionisti italiani, che si trovano

a fronteggiare quotidianamente l’emergenza sanitaria e economica, prevedendo modalità differente di accesso

alla credito finanziato  in base alla dimensione dell’azienda che ne fa richiesta.

Al fine di sostenere le aziende, e metterle in condizioni di far fronte allo shock della filiera produttiva nazionale

e internazionale, documentazione standard.

Utilizzando il Fondo di garanzia per le PMI, e mediante procedure standardizzate, l’Unione europea e lo Stato

italiano affiancano le imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario. La garanzia pubblica, in pratica,

sostituisce le costose garanzie normalmente necessarie a ottenere un finanziamento, senza alcuna fase di istruttoria,

riducendo i tempi di erogazione.

Con queste disposizioni avente carattere straordinario, le imprese che chiederanno importi fino a 25 mila euro, e non

dovranno rispondere ai requisiti che fino ad ora erano richiesti durante la fase istruttoria per avere accesso al credito,

grazie alla garanzia  resa dello Stato varata con il decreto Liquidità.

Infatti le procedure per accedere al Fondo centrale di garanzia messo a disposizione per le piccole e medie imprese

vengono così standardizzate e semplificate  per accedere al fine di ridurre al massimo i tempi di attesa per l’erogazione

della liquidità utile alle imprese italiane per ripartire a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, che ha paralizzato

il mercato nazionale e internazionale.

Le suddette misure straordinarie si applicheranno fino al 31 dicembre 2020.

 

Decreto Liquidità imprese, cosa prevede il testo Garanzia Stato
Ieri alle 20:30, c’è stata la conferenza stampa del Premier Conte che annunciato agli italiani l’importante approvazione da parte del CdM del nuovo decreto Liquidità con il quale il Governo garantirà “tutta” la liquidità necessaria al tessuto produttivo italiano, con il 100% di garanzia dello Stato.

Le garanzie sui prestiti alle imprese grandi e medie sono affidate alla Sace

Con il decreto appena approvato diamo liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle nostre imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell’export. È una potenza di fuoco”, ha assicurato il premier Giuseppe Conte “quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera e che presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici.

La dotazione del fondo di garanzia  a 7 miliardi, con la capacità di generare liquidità fino a 100 mld.

Garanzia al 100%, senza valutazione del credito, per i prestiti fino a 25mila euro. Per PMI (fino a 499 dipendenti) e i professionisti sono previsti prestiti fino a 25 mila euro senza valutazione del merito di credito.

Prestiti fino a 800mila euro la garanzia è al 100% ma con una valutazione della solvibilità sia sull’andamento dell’impresa sia economico finanziaria. Fino a 800.000 euro, garantiti al 90% dallo Stato e al 10% dai confidi, non ci sarà alcuna valutazione sull’andamento dell’azienda.

Garanzia fino al 90% per i prestiti fino a 5 mln di euro, potendo arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi e con una valutazione che tiene conto solo della situazione pre-crisi Covid-19″ ha spiegato Patuanelli.Per importi fino a 5 milioni di euro la garanzia sarà pari al 90%, senza valutazione dell’andamento dell’aziendale.

Tante novità anche per i titolari di partita Iva.     PMI e professioniti: subito finanziamenti con garanzia al 100% per massimo 25.000 euro. Tale opportunità è riservata  alle sole Pmi con ricavi fino a 3,2 milioni di euro e per prestiti fino al minor importo tra il 25% del fatturato e 800mila euro. Non servirà l’istruttoria del Fondo sul merito di credito ma il 100% si otterrà solo in forma mista (90% Stato e 10% Confidi privati). Garanzia totale anche per prestiti concessi a Pmi con fatturato fino a 800mila euro e fino al 15% del fatturato. In questo caso serve la valutazione del Fondo. I tassi di interesse dovrebbero essere tra 0,2 e 0,5%. In tutte le altre situazioni, fino a un importo massimo garantibile di 5 milioni di euro, la garanzia sarà concedibile solo entro il 90%.

Rafforzamento del Fondo di Garanzia per PMI;

Rafforzamento e ampliamento del golden power al fine di proteggere le aziende strategiche dal rischio di scalate “ostili” durante la crisi causata dal Coronavirus.

Sospensione  fino al 30 maggio dei versamenti fiscali e contributivi da parte delle imprese, autonomi e professionisti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso che hanno subito una diminuzione dei ricavi o dei compensi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta. I versamenti sospesi, senza applicazione di sanzioni ed interessi, andranno effettuati in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno

Sospensione pagamenti anche per partite Iva e autonomi con ricavi o compensi fino a 50 milioni e che hanno registrato un calo del fatturato del 33%, nonché i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni che hanno registrato una perdita di fatturato del 50% nei mesi di marzo e di aprile. I versamenti bloccati dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 in unica soluzione o in cinque rate di pari importo

Sospensione  adempimenti fiscali rientrano anche quelli di agenzia Entrate-Riscossione a partire dai pignoramenti presso terzi, ossia quelli che nel 90% della riscossione coattiva si trasformano in un pignoramento conti correnti o del quinto dello stipendio.

 

 

Nuove semplificazioni sono state apportate al Dl  in merito alla sospensione del muto, per snellire la procedura e dare accesso a piu’ persone.

Infatti, non è più necessario presentare l’ISEE per accedere alla sospensione del mutuo prima casa, si possono ottenere 18 mesi di sospensione anche nel caso in cui siano state utilizzate precedenti moratorie, a condizione che il mutuo stesso risulti in ammortamento da almeno tre mesi, inoltre possono accedere alla misura anche lavoratori autonomi e liberi professionisti che hanno subito una riduzione di fatturato di almeno il 33% a causa del Coronavirus.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo, è fondamentale in che il richiedente, sia in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo e che si trovi nelle situazioni in cui è previsto l’intervento del Fondo, e fornisca subito alla banca i documenti necessari per la sospensione.

Presentata  la domanda, parte l’istruttoria per verificare il possesso di tutti i requisiti, e  la banca entro 10 giorni dal ricevimento della domanda invia il tutto a Consap, che dal momento in cui riceve la documentazione ha 15 giorni per dare  l’esito all’ istituto , che ha altri cinque giorni di tempo per comunicarlo al cliente.

Pertanto vi invitiamo a presentare tutta la documentazione in  tempi stretti, visto che a pratica approvata la procedura di sospensione si attiva entro due mesi dalla domanda. sopra indicati, sommando i tempi massimi delle comunicazioni e dell’istruttoria con quelli di concessione del mutuo, se è tutto posto entro due mesi dalla domanda si attiva la sospensione (10 giorni per la comunicazione della banca a Consap + 15 giorni di istruttoria + 30 giorni per far partire la sospensione).

Anche se al momento e fino al 17 dicembre c.a. vige la procedura semplificata che non prevede la presentazione del modello Isee ci sono altri parametri da rispettare, e vale a dire :

  • sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito: requisito introdotto dall’articolo 26 del dl 9/2020, in via strutturale. Non c’è quindi bisogno, ad esempio, che sia già stata approvata la cassa integrazione. Deve però sussistere la sospensione dal lavoro di almeno 30 giorni.
  • sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito: requisito introdotto dall’articolo 26 del dl 9/2020, in via strutturale. Non c’è quindi bisogno, ad esempio, che sia già stata approvata la cassa integrazione. Deve però sussistere la sospensione dal lavoro di almeno 30 giorni.
  • Riduzione media giornaliera del fatturato del lavoratore autonomo e libero professionista superiore al 33% in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oppure nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e il 21 febbraio, rispetto all’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività a causa dell’emergenza Coronavirus: questo requisito non è invece strutturale, ma si applica solo fino al prossimo 17 dicembre 2020.
  • Cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato: questo requisito, e tutti quelli che seguono, erano già previsti dalle precedenti regole.
  • Cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato.
  • Cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia
    morte o riconoscimento di grave handicap ovvero di invalidità civile non inferiore all’80%.
  • è fondamentale che l’immobile sia adibito ad abitazione principale;
  • il mutuo contratto non può esser superiore a 250mila euro;
  • il mutuo deve essere in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda;
  • l’evento che dà diritto alla sospensione deve essersi verificato nei tre anni precedenti alla richiesta;
  • se, al momento della presentazione della domanda, il titolare del mutuo è in ritardo nel pagamento delle rate, il ritardo non deve essere superiore a 90 giorni consecutivi;
  • in caso di mutuo cointestato a due o più persone, la sospnsione si applica anche se uno solo dei mutuatari ha subito uno degli eventi che danno diritto all’agevolazione. Il mutuatario che subisce l’evento e sottoscrive il modello di domanda può dichiarare, sotto la propria responsabilità, di agire anche in nome e per conto di uno o più cointestatari e/o garanti impossibilitati alla sottoscrizione della domanda per ragioni collegate all’emergenza COVID-19;
  • in caso di morte del mutuatario, la domanda può essere presentata dal cointestatario del mutuo o dall’erede subentrato nell’intestazione del mutuo che risulti in possesso di tutti i requisiti di cui al punto A del modulo di domanda (l’erede che presenti la domanda dovrà avere accettato l’eredità e trasferito nell’immobile oggetto del mutuo la sua residenza).
  • la sospensione è invece limitata nei casi in cui la motivazione sia la sospensione o riduzione dell’orario lavorativo di 30 giorni. In questo caso, la sospensione massima del mutuo è pari a:
    • 6 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi;
    • 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 giorni e 302 giorni lavorativi consecutivi;
    • 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore a 303 giorni lavorativi consecutivi;

La domanda si presenta alla banca, utilizzando i nuovi moduli presenti sul sito Consap allegando :

  • carta d’identità (per i soli cittadini italiani e dell’unione europea) o passaporto e permesso di soggiorno (per cittadini extra UE).
  •  lettera di licenziamento ovvero documentazione attestante le dimissioni da lavoro per giusta causa se il contratto era a tempo indeterminato
  •  copia dello stesso contratto, della sua eventuale proroga, nonché delle eventuali comunicazioni con le quali s’interrompe il rapporto per i contratti a tempo determinato.

Per ulteriori info potete contattarci al seguente indirizzo mail info@inbanka.it

 

Il ministro Gualtieri aveva annunciato garanzie del 90% su finanziamenti fino al 25% del fatturato. Ma proprio venerdì pomeriggio la Ue ha modificato le norme sugli aiuti di Stato come chiedeva il titolare dello Sviluppo Patuanelli.
Con una garanzia pubblica totale la concessione di prestiti non sarebbe frenata dall’analisi del merito di credito.

Il decreto per assicurare liquidità alle imprese, che il premier Giuseppe Contesperava di portare in consiglio dei ministri venerdì 3 aprile, è slittato. Oltre alle valutazioni sul deficit aggiuntivo necessario, restava un nodo da sciogliere: fino a che livello può arrivare la garanzia concessa dallo Stato sui prestiti bancari alle imprese?

Proprio oggi la Commissione europea ha cambiato le regole concedendo agli Stati di concedere prestiti alle imprese a interessi zero e garanzie che coprano fino al 100% del rischio. E su facebook il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli annuncia che l’Italia sfrutterà subito la novità:
“Nel prossimo decreto garantiremo tutta la liquidità necessaria con il 100% di garanzia dello Stato”.

Fino ad oggi le norme europee sugli aiuti di Stato, anche  fissavano il tetto al 90% del capitale, oltre a stabilire un limite massimo pari al 25% del fatturatodell’anno precedente. E il Tesoro aveva scritto la bozza di decreto di conseguenza. “Faremo un provvedimento molto importante per potenziare l’intervento sulla liquidità delle imprese con altri 200 miliardi di prestiti garantiti che coprano fino al 25% del fatturato di tutte le imprese con il 90% di garanzia dello Stato”, aveva spiegato giovedì sera il ministro Roberto Gualtieri. Un piano simile a quello messo a punto dal governo francese e che si sommerà ai 100 miliardi garantiti dal Fondo centrale di garanzia, che sarà ulteriormente rafforzato e semplificato, e ai 290 interessati dalla moratoria.
Come prevede anche il “Piano Bridge” presentato a Mef e Mise da un gruppo di economisti e giuristi italiani guidati dall’ex dirigente del Tesoro Fabrizio Pagani. Il fatto è che con una garanzia totale le procedure sono molto più rapide perché si elimina la necessità da parte delle banche di una analisi del merito di creditodell’impresa.

Fino a questa mattina il Mef aveva escluso la possibilità di alzare il tetto della garanzia perché, come ricordato dil vice di Gualtiero Antonio Misiani a 24Mattino, “la garanzia al 100% non è attualmente possibile per nessun paese europeo perché il Temporary framework agreement permette di arrivare al 90% e non al 100%”. Ma ora le condizioni sono cambiate. “La Commissione Europea ha accolto le nostre proposte”, commenta la viceministra dell’Economia Laura Castelli.“Potremo intervenire con maggiore incisività a supporto delle imprese. È un ottimo risultato, frutto del lavoro che abbiamo fatto con il Ministro Patuanelli. A questo punto, nel prossimo decreto interverremo garantendo, con il 100% di garanzia, tutta la liquidità necessaria al tessuto produttivo italiano, a partire dalla Piccola e Media Impresa”.


Ma

Con il decreto Cura Italia si è cercato di dare nuova linfa alle imprese con accesso semplificato al

Fondo di garanzia PMI, e contestualmente si è passati alla sospensione delle rate dei finanziamenti

per le aziende beneficiare della Nuova Sabatini.  Il decreto ha messo a disposizione delle imprese

circa 25 miliardi, somma molto simile ad una manovra di bilancio, tanto da farlo definire dal

premier Giuseppe Conte, manovra poderosa.

Diverse sono le misure di sostegno alle imprese: in primis, viene semplificato l’accesso al Fondo di

garanzia per le P.M.I. Per 09 mesi a partire dal 17 marzo c.a, la garanzia è gratuita, tale garanzia

arriva a coprire l’80% del finanziamento, arrivando al 90% con la controgaranzia dei Cofidi, e

l’importo massimo garantito per singola impresa è di 1 milione e mezzo.

Per i finanziamenti superiori ad 1,5 milioni di euro e fino a 5 milioni di euro la percentuale di

garanzia di copertura del finanziamento dovrebbe essere stabilita in base al modello di reating

che attualmente regola il funzionamento del Fondo.

Anche le operazioni finalizzate all’estinzione di finanziamenti diventano ammissibili, a condizione

che ci sia erogazione di credito aggiuntivo pari ad almeno il 10% del debito residuo.

Viene azzerato il pagamento delle commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni

finanziarie presentate dalla data di entrata in vigore del decreto.

Infine, sono ammessi i finanziamenti a favore di persone fisiche che esercitano attività di impresa,

arti o professioni, la cui attività d’impresa è stata penalizzata dall’emergenza COVID-19.

Per finire Cassa depositi e prestiti sarà incaricata di sostenere la liquidità delle aziende più

grandi, per le PMI si punta principalmente al potenziamento del fondo.

 

 

 

Al Fondo di solidarietà per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per l’acquisto

della prima casa (istituito con la legge 244/2007) presso il ministero dell’Economia e delle

Finanze e gestito da Consap Spa) sono stati affidati altri 400 milioni di euroche si aggiungono

ai circa 25 milioni residui. È questo il budget con cui Consap dovrà garantire l’ampliamento della

moratoria a unaplatea, si presume, molto ampia.

Basta leggere le stime della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro sull’impatto (enorme)

delle misure di lockdown adottate dal Governo per ridurre il contagio da coronavirus:

tre milioni di lavoratori lasciati all’improvviso a casadalle restrizioni imposte, di questi un milione

sono autonomi e 1,9 milioni dipendenti, e altri 3,6 milioni che sono occupati in settori a

«rischio chiusura indotta». E questo “congelamento” generalizzato delle attività presto avrà

ripercussioni sul portafoglio delle famiglie.

Chi ha diritto alla sospensione delle rate

Innanzitutto, ci sono dei requisiti di base per poter accedere alla moratoria. Può presentare domanda

di accesso ai benefici del Fondo il proprietario di un immobile adibito ad abitazione principale, titolare

di un mutuo contratto per l’acquisto dello stesso immobile di importo non superiore a 250mila euro 

e in possesso di indicatore Isee non superiore a 30mila euroQuest’ultimo requisito reddituale

è stato però eliminato per i prossimi nove mesi. Il mutuo deve, inoltre, essere in ammortamento

da almeno un anno al momento della presentazione della domanda. Ed è ammissibile anche il titolare

del contratto di mutuo già in ritardonel pagamento delle relative rate, purché il ritardo non superi i 90

giorni consecutivi.

 

 
                                                                                   fonte Il Sole 24 Ore                                                                                                                          fonte  Il Sole 24 Ore