Per molti contribuenti italiani, il mutuo rappresenta una delle spese più importanti del bilancio familiare. La buona notizia è che nel Modello 730/2026, relativo ai redditi 2025, è possibile ottenere un risparmio fiscale grazie alla detrazione IRPEF sugli interessi passivi del mutuo, a condizione di rispettare alcuni requisiti previsti dalla normativa.
Vediamo nel dettaglio quanto si può scaricare, chi ne ha diritto e quali documenti servono per non perdere il beneficio fiscale.
Quanto si può detrarre nel 730/2026
Chi ha stipulato un mutuo per acquistare la prima casa può beneficiare di una detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi pagati alla banca nel corso del 2025.
La detrazione si applica su un importo massimo di 4.000 euro all’anno tra interessi e alcune spese collegate al mutuo.
Questo significa che il risparmio massimo ottenibile è pari a:
4.000 euro × 19% = 760 euro
Un importo certamente interessante, soprattutto in un periodo in cui i tassi di interesse hanno avuto oscillazioni importanti.
Quali spese si possono scaricare
Non sono detraibili soltanto gli interessi pagati alla banca. Nel beneficio fiscale possono rientrare anche alcune spese accessorie direttamente collegate al mutuo, tra cui:
- spese di istruttoria bancaria;
- costi della perizia tecnica dell’immobile;
- alcune spese notarili riferite al contratto di mutuo (non al rogito di compravendita);
- oneri fiscali connessi al finanziamento.
La banca, ogni anno, rilascia una certificazione degli interessi passivi pagati, documento fondamentale per compilare correttamente il 730.
I requisiti per ottenere la detrazione
Per poter scaricare gli interessi del mutuo è necessario rispettare precise condizioni.
1. Il mutuo deve essere per l’abitazione principale
La detrazione riguarda il mutuo contratto per acquistare l’abitazione principale, cioè quella in cui il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.
2. Tempistiche da rispettare
L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto.
Inoltre, il mutuo deve essere stipulato entro 12 mesi prima o dopo il rogito notarile.
3. Doppio requisito: proprietario e intestatario
Per avere diritto alla detrazione è necessario essere contemporaneamente:
- intestatari del mutuo;
- proprietari dell’immobile.
Se manca uno dei due requisiti, la detrazione potrebbe non spettare.
Mutuo cointestato: come funziona
Molto frequente è il caso dei mutui cointestati tra coniugi o conviventi.
In linea generale, ciascun intestatario può detrarre la quota di interessi effettivamente sostenuta, in proporzione alla propria intestazione del mutuo.
Ad esempio:
- interessi annui pagati: 3.600 euro
- mutuo cointestato al 50%
Ogni intestatario potrà indicare nel proprio 730 1.800 euro di interessi passivi.
In alcuni casi particolari, come il coniuge fiscalmente a carico, possono applicarsi regole differenti.
Quando la detrazione non spetta
È bene ricordare che il beneficio fiscale normalmente non è riconosciuto per:
- mutui relativi a seconde case;
- immobili non destinati ad abitazione principale;
- somme pagate da soggetti non intestatari del finanziamento;
- mutui che non rispettano i requisiti temporali previsti dalla legge.
Documenti da conservare
Per evitare problemi in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate è importante conservare:
- certificazione bancaria annuale degli interessi pagati;
- contratto di mutuo;
- atto di acquisto dell’immobile;
- fatture notarili riferite al mutuo;
- eventuale documentazione delle spese accessorie.
Conclusioni
La detrazione degli interessi sul mutuo nel 730/2026 rappresenta un’opportunità concreta per alleggerire il peso delle rate e recuperare parte delle somme versate alla banca. Tuttavia, per beneficiare del vantaggio fiscale è fondamentale verificare attentamente requisiti, tempistiche e documentazione.
Un controllo accurato prima della dichiarazione dei redditi può evitare errori e consentire di ottenere il massimo rimborso spettante.
Per approfondimenti su mutui, banche, conti deposito e novità del credito visita: www.inbanka.it










