Se stai pensando di comprare casa e ti stai chiedendo “Ma quanto sono i tassi dei mutui adesso?”, sei in buona compagnia.

Dopo anni di forti rialzi, marzo 2026 si apre con una situazione molto più stabile rispetto al passato recente. Ma cosa significa, in concreto, per chi vuole accendere un mutuo?

Facciamo chiarezza.

Qual è il tasso medio oggi?

L’ultimo dato ufficiale pubblicato dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) indica che:

👉 Il tasso medio sui nuovi mutui per acquisto casa è intorno al 3,37% (dato di fine 2025).

I dati specifici di marzo verranno pubblicati più avanti, ma il mercato non ha registrato variazioni significative nelle ultime settimane, quindi i livelli restano sostanzialmente in quella fascia.

In parole semplici: oggi i mutui si muovono mediamente tra il 3% e il 4%.

Mutuo a tasso fisso: quanto si paga?

Nel caso del tasso fisso, la rata resta identica per tutta la durata del mutuo.

Le offerte di mercato attuali si collocano generalmente tra:

  • 3,0% e 3,8%

Dipende molto dalla durata (20, 25 o 30 anni), dall’importo richiesto e dal valore dell’immobile.

Il tasso fisso è spesso scelto da chi vuole certezza: sai già oggi quanto pagherai tra 10 o 20 anni.

Mutuo a tasso variabile: conviene?

Il variabile segue l’andamento dell’Euribor, che attualmente si aggira intorno al 2% sulle scadenze più utilizzate.

A questo valore la banca aggiunge il proprio spread, e il risultato finale porta molti mutui variabili in una fascia simile al fisso, intorno al 3% circa all’inizio.

La differenza?

La rata può salire o scendere nel tempo.

Se nei prossimi mesi i tassi europei dovessero diminuire, il variabile potrebbe diventare più conveniente. Ma non c’è la certezza assoluta.

Che ruolo ha la BCE?

La situazione è più tranquilla anche grazie alle decisioni della Banca Centrale Europea, che negli ultimi mesi ha mantenuto i tassi stabili.

Questo ha ridotto le oscillazioni e reso il mercato più prevedibile rispetto al biennio precedente, quando i mutui erano aumentati rapidamente.

È un buon momento per comprare casa?

La risposta dipende sempre dalla situazione personale. Però possiamo dire che:

  • I tassi non sono più ai minimi storici di qualche anno fa.
  • Non siamo nemmeno nei momenti di picco.
  • Il mercato è più stabile e leggibile.

Per chi ha un lavoro stabile e un buon anticipo, marzo 2026 rappresenta un contesto più sereno rispetto al recente passato.

 

Un nuovo passo a sostegno delle nuove generazioni. Il Ministero per lo Sport e i Giovani e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) hanno firmato il protocollo che rende pienamente operativo il Fondo per il Credito ai Giovani, lo strumento che consente agli studenti di accedere a finanziamenti garantiti dallo Stato per sostenere il proprio percorso di formazione.

L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni e sistema bancario, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito per studenti meritevoli, superando l’ostacolo delle garanzie personali o familiari.

Fino a 70 mila euro per studiare

Il Fondo prevede la possibilità di ottenere:

  • fino a 50.000 euro per percorsi universitari e di alta formazione in Italia;
  • fino a 70.000 euro per programmi di studio all’estero.

Le risorse potranno essere utilizzate per corsi di laurea, lauree magistrali, master, ITS, percorsi AFAM, scuole di specializzazione e corsi di lingua. La caratteristica centrale è la garanzia pubblica, che consente ai giovani di richiedere il finanziamento senza dover presentare garanzie patrimoniali.

A chi si rivolge la misura

Il Fondo è destinato a giovani tra i 18 e i 35 anni che intendono investire nella propria formazione. L’obiettivo dichiarato è sostenere il merito e favorire l’accesso agli studi anche in assenza di risorse economiche familiari adeguate.

Il ruolo delle istituzioni e delle banche

Il protocollo, firmato dal ministro Andrea Abodi e dai rappresentanti dell’ABI, rappresenta un’intesa strategica tra pubblico e privato. Le banche aderenti potranno erogare i prestiti con la copertura del Fondo, mentre la gestione operativa sarà affidata a CONSAP S.p.A., società pubblica incaricata della gestione delle garanzie statali.

Secondo il Ministero, si tratta di un “patto di fiducia” verso i giovani, in un momento in cui l’investimento nella formazione è sempre più decisivo per l’ingresso nel mercato del lavoro e per la competitività del Paese.

Un investimento sul capitale umano

La misura si inserisce in un quadro più ampio di politiche a sostegno dell’autonomia giovanile. Facilitare l’accesso al credito per studiare, soprattutto per esperienze internazionali, significa puntare sul capitale umano e ridurre le disuguaglianze legate alle condizioni economiche di partenza.

Il nuovo protocollo segna dunque un rilancio operativo del Fondo, con l’ambizione di trasformarlo in uno strumento strutturale a supporto delle nuove generazioni.

Finanziamenti e prestiti 2026: cosa sta cambiando per imprese e privati

Il 2026 si apre con uno scenario del credito in evoluzione. Dopo anni segnati da inflazione elevata e rialzi dei tassi, il mercato dei finanziamenti mostra segnali di stabilizzazione e, in alcuni comparti, di ripresa. Imprese e famiglie tornano a guardare al credito come leva strategica, ma con maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria.

In questo articolo analizziamo le principali novità e tendenze su finanziamenti e prestiti per imprese e privati.

Andamento dei tassi e accesso al credito

Uno dei fattori più rilevanti resta l’andamento dei tassi di interesse. Dopo il ciclo restrittivo delle banche centrali nel biennio precedente, il costo del denaro ha iniziato a ridimensionarsi, favorendo:

  • Maggiore richiesta di mutui casa

  • Ripresa dei finanziamenti alle PMI

  • Crescita del credito al consumo

Le banche stanno gradualmente allentando le condizioni di accesso, pur mantenendo criteri di valutazione del rischio più rigorosi rispetto al periodo pre-2022. L’attenzione si concentra su solidità reddituale, sostenibilità delle rate e livello di indebitamento complessivo.

Mutui e prestiti per le famiglie

1. Mutui immobiliari

Il mercato dei mutui mostra segnali di ripartenza. Molti istituti propongono:

  • Tassi fissi nuovamente competitivi

  • Soluzioni miste o a tasso variabile con cap

  • Promozioni dedicate ai giovani under 36

L’interesse per la surroga resta elevato, soprattutto per chi ha acceso un mutuo in periodi di tassi più alti e oggi vuole ridurre la rata mensile.

2. Credito al consumo

I prestiti personali e finalizzati (auto, ristrutturazioni, elettrodomestici, viaggi) sono in crescita. Tuttavia:

  • Gli importi medi richiesti risultano più contenuti

  • Le famiglie tendono a pianificare con maggiore prudenza

  • Aumenta l’utilizzo di soluzioni digitali e fintech

Le piattaforme online permettono oggi di ottenere un finanziamento in tempi molto rapidi, con procedure semplificate e firma digitale.

Finanziamenti alle imprese: opportunità e prudenza

Per le imprese, soprattutto PMI, il credito torna a essere uno strumento strategico per:

  • Investimenti in innovazione e digitalizzazione

  • Transizione energetica

  • Internazionalizzazione

  • Rafforzamento del capitale circolante

1. Credito bancario tradizionale

Le banche mostrano maggiore apertura rispetto ai mesi più complessi, ma privilegiano:

  • Aziende con bilanci solidi

  • Settori meno esposti a volatilità

  • Progetti con chiari piani di rientro

La qualità del credito resta un elemento centrale: la stabilità dei tassi di default contribuisce a un clima di maggiore fiducia nel sistema.

2. Garanzie pubbliche e strumenti agevolati

Continuano a svolgere un ruolo importante:

  • Fondo di Garanzia per le PMI

  • Incentivi per investimenti green e digitali

  • Misure previste dalla Legge di Bilancio 2026

Le agevolazioni pubbliche rappresentano una leva fondamentale per facilitare l’accesso al credito, riducendo il rischio per gli istituti finanziatori.

Crescita del fintech e del credito digitale

Il settore fintech consolida la propria presenza nel mercato del credito. Le principali tendenze includono:

  • Prestiti completamente digitali

  • Valutazione del merito creditizio tramite algoritmi avanzati

  • Micro-finanziamenti per professionisti e partite IVA

  • Piattaforme di lending tra privati e crowdfunding

Per le imprese innovative e le startup, il crowdfunding e il direct lending rappresentano alternative sempre più utilizzate rispetto al canale bancario tradizionale.

Attenzione al sovraindebitamento

Nonostante il clima più favorevole, il 2026 si caratterizza per una maggiore consapevolezza finanziaria. Famiglie e imprese stanno adottando un approccio più prudente:

  • Maggiore analisi della capacità di rimborso

  • Preferenza per piani rateali sostenibili

  • Ricorso a consulenze finanziarie specializzate

La normativa sul sovraindebitamento continua a offrire strumenti di tutela per chi si trova in difficoltà, ma la prevenzione resta la strategia migliore.

Prospettive per il 2026

Le previsioni indicano:

  • Crescita moderata dei prestiti complessivi

  • Stabilità dei tassi con possibile ulteriore lieve riduzione

  • Incremento dei finanziamenti legati a sostenibilità e innovazione

Le imprese che investono in transizione digitale ed energetica potranno beneficiare di condizioni più favorevoli. Per i privati, il mercato appare più accessibile rispetto agli anni precedenti, ma richiede sempre attenzione nella scelta del prodotto finanziario.

Conclusione

Il 2026 segna una fase di riequilibrio nel settore dei finanziamenti e prestiti. Dopo un periodo di forte pressione sui tassi, il mercato si stabilizza e torna a offrire opportunità interessanti sia per le imprese sia per le famiglie.

Il credito torna a essere un motore di sviluppo, ma in un contesto più maturo, dove pianificazione, sostenibilità e analisi del rischio giocano un ruolo centrale.

Per chi sta valutando un finanziamento, il consiglio è confrontare le offerte, analizzare attentamente i costi complessivi (TAEG) e scegliere soluzioni coerenti con i propri obiettivi finanziari di medio-lungo periodo.

Mutui 2026: cosa cambia davvero per chi compra casa

Il 2026 si apre come un anno di transizione per il mercato dei mutui. Dopo il biennio turbolento segnato dall’impennata dei tassi di interesse, l’aumento delle rate e l’incertezza economica, il nuovo anno porta con sé più stabilità, ma anche nuove scelte da affrontare per famiglie, giovani acquirenti e investitori immobiliari.

Vediamo cosa sta cambiando davvero.

Tassi di interesse: meno scosse, ma niente ritorno al passato

Nel 2026 la Banca Centrale Europea mantiene un approccio prudente. I tassi ufficiali non mostrano forti oscillazioni e il messaggio è chiaro: niente tagli drastici nel breve periodo, ma neppure nuovi rialzi aggressivi.

Per chi chiede un mutuo questo significa una cosa precisa:

👉 i tassi restano più alti rispetto al periodo pre-2022, ma smettono di salire in modo imprevedibile.

Il mercato si muove quindi in una fase di stabilizzazione, che consente a chi compra casa di pianificare con maggiore consapevolezza.

Mutuo fisso o variabile nel 2026? Una scelta più strategica

Nel 2026 il confronto tra mutuo a tasso fisso e variabile torna ad essere centrale.

  • Il tasso fisso continua a essere la soluzione preferita dalla maggior parte delle famiglie italiane. Costa leggermente di più all’inizio, ma offre una certezza fondamentale: la rata non cambia, anche se lo scenario economico dovesse peggiorare.
  • Il tasso variabile può risultare più conveniente nei primi anni, ma resta esposto a eventuali futuri rialzi. È una scelta che richiede maggiore tolleranza al rischio e una buona capacità di assorbire possibili aumenti della rata.

Nel 2026, quindi, la decisione non è più “automaticamente variabile” come in passato, ma sempre più legata al profilo personale del mutuatario.

Prima casa e giovani: il ruolo chiave delle garanzie pubbliche

Un elemento che continua a fare la differenza anche nel 2026 è il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, gestito da CONSAP.

Lo strumento resta operativo e centrale per:

  • giovani under 36,
  • giovani coppie,
  • famiglie monogenitoriali,
  • nuclei familiari con redditi medio-bassi.

La garanzia statale consente alle banche di concedere mutui anche con anticipo ridotto, facilitando l’accesso al credito in un contesto in cui i prezzi delle case restano elevati.

Per molti acquirenti, soprattutto alla prima esperienza, questa resta la vera porta d’ingresso al mercato immobiliare.

Surroga e rinegoziazione: occasioni da monitorare

Il 2026 è anche l’anno in cui molti mutuatari iniziano a guardare con attenzione alla surroga.

Chi ha sottoscritto un mutuo nei momenti di picco dei tassi può valutare:

  • il passaggio a condizioni migliori,
  • la trasformazione da variabile a fisso,
  • una riduzione della durata o della rata.

Anche piccoli miglioramenti percentuali, nel lungo periodo, possono tradursi in decine di migliaia di euro risparmiati.

Mutui green e immobili efficienti: un vantaggio concreto

Un trend che si consolida nel 2026 è quello dei mutui green, dedicati a immobili ad alta efficienza energetica.

Le banche premiano:

  • case in classe energetica elevata,
  • ristrutturazioni che migliorano i consumi,
  • abitazioni più sostenibili.

Il risultato? Tassi leggermente più bassi e condizioni migliori, oltre a bollette più leggere nel tempo. Un doppio vantaggio che incide sempre di più nelle scelte di chi compra casa.

Cosa aspettarsi davvero dal 2026

In sintesi, il 2026 non è l’anno dei mutui “facili”, ma nemmeno quello dell’emergenza.

È piuttosto:

  • un anno di scelte ragionate,
  • di confronto attento tra offerte,
  • di pianificazione finanziaria più consapevole.

Chi entra oggi nel mercato deve informarsi di più, ma può farlo in un contesto meno instabile rispetto al recente passato.

Conclusione

Il mutuo nel 2026 non è solo una questione di tasso, ma di strategia personale.

Capire il proprio profilo, valutare le garanzie disponibili e scegliere la formula più adatta diventa fondamentale quanto il prezzo della casa stessa.

E, forse, è proprio questo il vero cambiamento del 2026: meno improvvisazione, più consapevolezza.

Novità mutui 2026: tassi, giovani e nuove opportunità per comprare casa

Il mercato dei mutui torna sotto i riflettori nel 2026. Dopo anni segnati da forti oscillazioni dei tassi, il quadro resta dinamico: il costo del credito è leggermente risalito, ma non mancano occasioni interessanti, soprattutto per giovani e prime case.

Tassi mutui: cosa sta succedendo

Negli ultimi mesi si registra una moderata risalita dei tassi, sia sui mutui a tasso fisso sia su quelli variabili. Le banche, però, continuano a proporre condizioni competitive, anche grazie a una maggiore concorrenza e alle aspettative legate alle future mosse della Banca Centrale Europea.

Il risultato? Mutui un po’ più cari rispetto ai minimi storici, ma ancora sostenibili per chi ha un buon profilo reddituale.

Torna l’interesse per il tasso fisso

In un contesto incerto, molti italiani tornano a preferire il tasso fisso, considerato più sicuro sul lungo periodo. Il variabile resta un’opzione per chi accetta il rischio di oscillazioni, ma la distanza tra le due soluzioni si è ridotta rispetto al passato.

Mutui 2026: cosa sapere prima di firmare

✔ Fisso o variabile?

Il fisso garantisce rate stabili, il variabile può convenire solo con margine di rischio e reddito solido.

✔ Occhio ai tassi BCE

Le decisioni della Banca Centrale Europea influenzano direttamente Euribor e costi dei mutui.

✔ Importo medio in crescita

Aumenta la cifra richiesta per l’acquisto della casa, complice l’aumento dei prezzi immobiliari.

✔ Spese da valutare

Non solo tasso: contano anche istruttoria, perizia, assicurazioni e costi accessori.

Mutui giovani under 36: cosa cambia

Una delle notizie più rilevanti riguarda i giovani sotto i 36 anni. Anche nel 2026 restano attivi strumenti come il Fondo di garanzia prima casa, che facilita l’accesso al credito riducendo l’anticipo richiesto e migliorando le condizioni offerte dalle banche.

Molti istituti propongono mutui dedicati a:

  • giovani coppie,
  • lavoratori under 36,
  • acquirenti della prima casa.

Mutui green: sempre più richiesti

Cresce l’interesse per i mutui green, riservati all’acquisto o alla ristrutturazione di immobili ad alta efficienza energetica. In questi casi le banche applicano spesso tassi agevolati, premiando chi investe in abitazioni sostenibili.

Surroga: conviene ancora?

La surroga del mutuo resta possibile, ma nel 2026 è meno conveniente rispetto agli anni dei tassi ultra-bassi. Conviene soprattutto a chi ha ancora un mutuo acceso a condizioni molto penalizzanti o variabili particolarmente alti.

In sintesi

Il mondo dei mutui nel 2026 è fatto di equilibri delicati: tassi leggermente più alti, ma più strumenti a disposizione di giovani e famiglie. Informarsi, confrontare le offerte e valutare bene il proprio profilo resta la chiave per fare la scelta giusta.

Nel momento in cui si decide di acquistare un’immobile, molto spesso, i coniugi decidono di accedere ad un mutuo cointestato.
La parte mutuataria è costituita da più soggetti che sono tutti obbligati al pagamento dell’intero importo.

Tuttavia, può anche accadere che i coniugi non mettano a disposizione apporti uguali.

Cosa accade in caso di separazione o divorzio?

Il principale vantaggio, riguarda il fatto che, in caso di inadempimento, il creditore potrà agire contro ciascun debitore per l’intero importo. La responsabilità solidale trova applicazione soltanto nei confronti dell’istituto di credito finanziatore, in quanto nei rapporti interni, i cointestatari rispondono per quote.

In caso di separazione, la regola generale è che, il mutuo cointestato deve essere rimborsato da entrambe le parti, in quanto si tratta di un obbligo preso con la Banca per tutta la durata del contratto.

Se uno dei due coniugi o conviventi decidessero di non pagare più le rate del mutuo, la banca potrebbe agire legalmente nei confronti di entrambi, anche uno solo, in caso di inadempienza dell’altro.

Quindi, se due coniugi decidono di separarsi, restano comunque obbligati a continuare a corrispondere le rate del mutuo.

Continuare a pagare le rate del mutuo cointestato dopo la separazione è la soluzione più semplice, tale situazione si verifica nel caso in cui la separazione è stata voluta da entrambe le parti, quindi è consensuale, e/o quando mancano poche rate all’estinzione del mutuo.

In caso di separazione, il mutuo cointestato deve essere rimborsato da parte degli intestatari, che rispondono del debito secondo quanto disposto dal contratto di mutuo. Se la separazione non è consensuale, solitamente è molto difficile riuscire a raggiungere un accordo tra le parti, in tali casi molto spesso è necessario l’intervento del giudice che dovrà valutare il caso concreto, tenendo conto della presenza dei figli e delle capacità reddituali delle parti.

Le altre soluzioni possibili, in aggiunta al pagamento congiunto delle rate da entrambe le parti, sono:

Accollo interno: in cui uno dei coniugi paga le rate del mutuo. Non occorre il consenso della banca;
Accollo esterno: in cui uno dei coniugi esce dal contratto, occorre il consenso della banca;
Vendita dell’immobile;
Estinzione anticipata del mutuo cointestato.
Non esiste una soluzione unica e sopratutto non esiste un’unica soluzione perfetta per tutti.

 

Con il nuovo anno, il Governo ha messo a disposizione contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per sostenere le giovani imprese innovative.

Gli aiuti economici sono pensati anche per mantenere il trend di crescita del terzo trimestre 2022, in cui si è registrato il numero più alto di imprese innovative di sempre (14.708 unità), dopo la pandemia.

Quali  sono le agevolazioni più vantaggiose per avviare o far crescere una startup in Italia?

Vediamole insieme :

RESO AL SUD E NUOVE IMPRESE            TASSO ZERO:

erogano finanziamenti a tassi agevolati e contributi a fondo perduto per progetti d’impresa di entità variabili, rivolti principalmente a startup composte, in parte o totalmente da giovani under 35 o da donne di qualsiasi età.

SMART & START  

L’agevolazione finanzia progetti innovativi con spese tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro tramite un mutuo a tasso agevolato. Il periodo per concretizzare la spesa ed ufuire del finanziamento è molto lungo. L’agevolazione copre anche le spese sostenute per acquisire le conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa e la progettazione, lo sviluppo, la personalizzazione e il collaudo di impianti tecnologici produttivi. Possono accedere alla seguente agevolazione le startup già costituite e iscritte al Registro delle imprese oppure team di persone con un’idea veramente innovativa e concretizzabile, e le Start up costituite al Sud hanno un fondo perduto del 30% restituendo solo il 70% del finanziamento.

 SMART MONEY

finanzia startup pronte al lancio sul mercato che vogliono avvalersi di servizi specialistici e del know how degli attori del mercato. Il bando elargisce un contributo a fondo perduto a tutte le startup che vogliono finanziare i loro piano di sviluppo e hanno ricevuto capitali di rischio da parte di:

  • business angels;
  • enti abilitati;
  • investitori qualificati.

L’agevolazione nel 2023 è arrivata alla Fase 2 ( Capo III nell’Avviso pubblico del MIMIT) e resta accessibile solo alle startup che hanno completato la fase precedente.

Le startup che hanno già ricevuto o stanno per ricevere un investimento nel capitale di rischio possono ottenere un secondo contributo:

  • a fondo perduto pari al 100% dell’investimento stesso;
  •  per un massimo complessivo di 30 mila euro.

 

Un emendamento approvato al Decreto Milleproroghe in dirittura di arrivo per la conversione in legge prevede novità sull’agevolazione per l’acquisto della prima casa.

In particolare, l’articolo 3, comma 10-quinquies, sospende i termini previsti per l’utilizzo dell’aliquota agevolata prevista ai fini dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa  nonché del credito di imposta a favore della parte acquirente per il caso di riacquisto – entro un anno dall’alienazione della precedente – di una abitazione da adibire sempre a prima casa.

La disposizione in esame, sospende i termini, nel periodo compreso tra il 1° aprile 2022 e il 30 ottobre 2023, previsti ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata del 2% (anziché del 9 per cento sul valore catastale dell’immobile) per: gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alla prima casa (disciplina contenuta nella nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro).

Si segnala che le norme contenute nella nota II-bis prevedono alcuni termini volti a disciplinare l’agevolazione in esame in particolare viene stabilito che: per usufruire di questo beneficio, l’abitazione deve trovarsi nel territorio del comune in cui l’acquirente ha la propria residenza, mentre se residente in altro comune, entro 18 mesi dall’acquisto l’acquirente deve trasferire la residenza in quello dove è situato l’immobile.

In caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici previsti per la prima casa prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte.

L’agevolaziobe non si applica nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale.

L’aliquota  del 2 per cento si applica anche agli atti di acquisto per i quali l’acquirente sia già titolare di una prima casa a condizione che quest’ultimo immobile sia alienato entro un anno dalla data dell’atto di acquisto.

Pertanto, a seguito della sospensione: il termine per il trasferimento della residenza nell’immobile acquisito come prima casa è prorogato da 18 ad un massimo di 37 mesi, (articolo 3, comma 10-quinquies 182)il termine per il riacquisto della prima casa dopo l’alienazione dell’immobile precedentemente acquisito con le medesime agevolazioni passa da un anno ad un massimo di 2 anni e sette mesi; allo stesso modo passa da un anno ad un massimo di 2 anni e sette mesi il termine entro il quale l’acquirente di un nuovo immobile deve cedere l’immobile precedentemente eletto a residenza come prima casa.

Infine, la norma di cui si tratta, sospende il termine previsto dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per

Grazie al nuovo bonus per l’acquisto di una casa green (co. 76 della L. 197/2022) puoi ottenere una detrazione al 50% dell’IVA entro il 31 dicembre 2023.

Per ottenere l’agevolazione, gli immobili acquistati devono rientrare nelle classi energetiche A e B e devono essere comprati direttamente dal costruttore o da organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) immobiliari..

Il 50% dell’importo dell’IVA potrebbe essere portato in detrazione ai fini IRPEF in 10 anni.

Possono beneficiarne i soggetti IRPEF, ossia le persone fisiche, che lo applicano all’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, in misura pari al 50% dell’importo corrisposto per il pagamento IVA sulla casa.

Sono esclusele società di capitali e gli enti non commerciali, essendo soggetti ad IRES.

Vediamo nel corso di questo articolo come fare per ottenere la detrazione dell’IVA al 50% grazie a questo bonus vantaggioso; chi può richiederla e se sono previste ulteriori agevolazioni per comprare case green.

Secondo l’ultimo report di ENEA, il numero di case green vendute è aumentato del +30% nel 2021, dopo un periodo di difficoltà dovuto al lockdown.

Nonostante questi numeri positivi, l’aumento generale del costo della vita impatta anche sul costo finale delle case acquistate. Secondo gli ultimi dati Istat, i prezzi delle abitazioni sono aumentate del +5,2% rispetto all’ultimo trimestre 2021.

Proprio per questo motivo, il Governo vuole venire incontro alle famiglie italiane per facilitare l’acquisto di case a basso impatto ambientale grazie al bonus case green.

L’agevolazione consiste in una detrazione Irpef del 50% sull’importo dell’IVA,dovuta in fattura, per l’acquisto di un immobile a basso impatto ambientale, quindi di classe energetica A o B. L’acquisto deve avvenire direttamente tramite il costruttore, senza intermediari.

La detrazione Irpef viene ripartita in 10 anni, come per la maggior parte delle detrazioni relative ai bonus edilizi e si riferisce agli acquisti 2023. Serve per ammortizzare le spese accessorie sul totale dovuto dalla compravendita.

Ma non finisce qui: il bonus casa green dovrebbe prevedere anche un’agevolazione sul pagamento delle imposte di registro, ipotecarie e catastali.

Le tasse sull’acquisto della casa sarebberoridotte ad una cifra forfettaria di circa 200 euro.

In aggiunta al taglio dell’IVA sarebbe un bel risparmio sul costo complessivo della tua nuova casa ma tutto è ancora da stabilire con l’approvazione della Manovra 2023.

Il bonus case green, se approvato nel testo definitivo della Legge di Bilancio, sarebbe valido a partire dal 1 gennaio 2023 fino al 31 dicembre dell’anno nuovo
Una definizione univoca di casa green non esiste ma si può determinare l’impatto di un’abitazione sull’ambiente in base alla quantità di energia che consuma, distinta in classi energetiche (indicate dalle lettere dell’alfabeto A, B, C, D, E, F, G).

Detto in altre parole, la classe energetica di una casa misura quanto essa sia efficiente in termini di consumo energetico e di materiali costruttivi.

Nel caso specifico del bonus casa green, la classe energetica determina se un’abitazione che vogliamo acquistare rientra nell’agevolazione dello Stato o meno.

 

Con un comunicato del 10 febbraio SACE informa delle garanzie per il settore edile

In particolare, SACE S.p.A. supporta le esigenze di liquidità:

  • delle imprese italiane del settore edile (contraddistinte dai codici ATECO 41 e 43)
  • che realizzano interventi in edilizia (di cui all’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, e dalla legge 17 luglio 2020, n.77).

Nell’ambito del programma di intervento straordinario “Supportitalia” rilascia le proprie garanzie su finanziamenti erogati sotto qualsiasi forma, da banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia.

Le imprese edili, che realizzano o hanno realizzato gli interventi beneficianti del cd. “Superbonus 110%” o degli altri “bonus edilizi”, avranno la possibilità di accedere a nuova finanza valorizzando i crediti fiscali maturati prima del 25 novembre 2022, che concorrono a determinare il merito creditizio che le banche attribuiranno alle aziende stesse.

Le linee di credito accordate dalle banche e garantite da SACE, potranno essere utilizzate per finanziare i costi relativi a nuovi investimenti, 

  • capitale circolante,
  • costi del personale,
  • canoni di locazione o affitto di ramo di azienda (coerentemente con le finalità previste dal cd. “Decreto Aiuti”).

Garanzia SupportItalia è lo strumento attraverso cui si rilasciano entro il 31 dicembre 2023, garanzie per finanziamenti erogati sotto qualsiasi forma a favore delle imprese con sede in Italia colpite dalle conseguenze economiche della crisi russo-ucraina.
Viene estesa questa possibilità anche al settore edile ora che la stessa SACE stima in circa 2.800

L’importo del finanziamento assistito, che potrà coprire fino al 90% dell’importo, non potrà superare il livello maggiore tra:

  • il 15% del fatturato annuo totale medio dell’impresa beneficiaria relativo agli ultimi tre esercizi conclusi
  • o il 50% dei costi sostenuti dall’impresa per fonti energetiche nei 12 mesi precedenti il mese di richiesta di finanziamento.