ZES: il contributo aggiuntivo che spinge gli investimenti

La ZES (Zona Economica Speciale) rappresenta una grande opportunità per le imprese che investono nel Sud Italia. Tra le novità più interessanti c’è il contributo aggiuntivo ZES, una misura che rafforza ulteriormente gli incentivi già esistenti.

In pratica, oltre al credito d’imposta sugli investimenti, le aziende possono beneficiare di un ulteriore sostegno economico, pensato per ridurre il costo reale degli investimenti in beni strumentali e favorire la crescita produttiva.

Il meccanismo è semplice: più investi in aree ZES, maggiore è il vantaggio. Questo rende particolarmente conveniente avviare nuovi progetti o ampliare attività già esistenti, soprattutto nei settori industriali e logistici.

Un altro punto di forza è la rapidità delle procedure, grazie a iter amministrativi semplificati. Meno burocrazia significa tempi più brevi e maggiore certezza per le imprese.

👉 In sintesi:
• più incentivi rispetto al passato
• meno costi per chi investe
• maggiore competitività per le imprese

La ZES si conferma quindi uno strumento strategico per attrarre investimenti e rilanciare il tessuto economico del Mezzogiorno.

Anche nel mese di febbraio continua la risalita dei  tassi di interesse sui prestiti. Il mese scorso aveva colpito il fatto che il tasso applicato sui mutui a dicembre 2022 avesse sfondato il tetto del 3 per cento. A gennaio 2023 quel valore ha fatto un altro del salto, raggiungendo un valore medio del 3,53 per cento, con un incremento dello 0,52% (dal 3,01% di dicembre). Anche per le imprese c’è un rincaro, anche se meno marcato e nell’ordine dello 0,15%: dal 3,55% si passa al 3,7 per cento. L’aumento medio dei tassi di interesse, che ovviamente segue i ritocchi al rialzo da parte della Bce, a gennaio è stato dal 3,2 al 3,51 per cento. È quanto emerge dal bollettino mensile dell’Abi pubblicato oggi, martedì 14 febbraio.
Con l’aumento dei tassi si sta bloccando anche il mercato immobiliare che ha subito una flessione in discesa sulle vendite .

Sempre il mese scorso, i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del +1,3% rispetto a un anno fa, come evidenziato già dalla Banca d’Italia nei giorni scorsi. L’analisi dell’Abi, dimostra come a dicembre 2022, i prestiti alle imprese sono rimasti fermi su base annua, mentre quelli per le famiglie sono aumentati del 3,3 per cento.